Jumat, 13 Maret 2020

Pelham 123: Ostaggi in metropolitana 2009 Film Completo Ita

Pelham 123: Ostaggi in metropolitana 2009 Film Completo Ita


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Pelham 123: Ostaggi in metropolitana 2009 Thriller, Crime, Azione Film Completo Ita


titoloPelham 123: Ostaggi in metropolitana
annuncio14-8-2009
categoriaThriller, Crime, Azione
durata167 verbalizzare
linguaEnglish, Italia


Pelham 123: Ostaggi in metropolitana 2009 Film Completo Ita



direttori : Raymundo
scrivere : Silvester Mervin
cameraman : Feyrin
cast battezzare : Denzel Washington, John Travolta, John Turturro, Luis Guzmán, James Gandolfini, Michael Rispoli, Gary Basaraba, Alex Kaluzhsky, Alice Kremelberg, Katherine Sigismund ,Alisha, rhondelle
gruppo : Escape Artists, Columbia Pictures, Relativity Media, Scott Free Productions, Metro-Goldwyn-Mayer, Vijaya Productions

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Era il 1974 quando Walter Matthau negoziava con un telefono a fili la vita di diciassette passeggeri. Accadeva nel film Il colpo della metropolitana di Joseph Sargent e il cattivo di turno al treno era Mister Blue, un ex mercenario (auto)folgorato sulla via di fuga. Trentacinque anni dopo la prima trasposizione del romanzo di Morton Freedgood ("The Taking of Pelham One Two Three") e otto anni dopo l'attentato terroristico al World Trade Center, Tony Scott recupera e aggiorna, tecnologicamente e narrativamente, Pelham 123.
Dal "gap", dal buco nero della metropolitana di New York, riemergono i fantasmi e si liberano le paure di tutto ciò che oggi ci destabilizza: le guerre, il terrorismo, la crisi economica. Senza metterlo in scena, il fratello del più celebre Scott, ripensa ossessivamente al 9/11 gettando un ex trader di Wall Street dentro una voragine che permette l'espressione della voce in assenza del corpo. Dentro quella faglia aperta e lungo le linee (architettoniche e metropolitane) che si incontrano e fuggono su un piano di finzione prossimo a quello di realtà, si consuma il dramma di un gruppo di newyorkesi, uno studente che non conosce le parole dell'amore, un ex marines, una mamma vedova di guerra e il suo bambino orfano, impediti nel ventre della città, sotto tonnellate di cavi, acciaio e cemento.
Ancora una volta il buio claustrofobico e il cratere aperto di Ground Zero, ancora una volta un villain convinto di essere nel giusto e un eroe che perseguita con ostinazione la giustizia. Con uno stile ipercinetico e prospettive vertiginose e impossibili, Scott riporta a galla dal "vuoto" e dal rimosso della città i crimini finanziari di Ryder, quelli morali di Garber e quelli sentimentali del sindaco. L'(anti)eroe di Denzel Washington si prefigge "a fine corsa" di riparare i torti rimasti impuniti, senza riuscire però a impedire la morte di persone innocenti, nuove ingiustizie e un clima di paura, che trovano nella galleria della metropolitana il loro luogo d'espressione.
Dolorosamente consapevole, come l'America, di non essere più dalla parte giusta (ha accettato una tangente da una compagnia ferroviaria nipponica), Garber è alle prese col villain di Travolta, che mescola cattiveria e ironia, pratica la banalità del male e il sadismo gratuito. Voce a voce e corpo a corpo, Garber e Ryder si parlano, si ascoltano, si osservano e infine si affrontano per stabilire la vittoria di uno sull'altro, in virtù di un ritorno alla normalità rassicurante e di un tragitto di redenzione. Una "corsa" alla redenzione.
Era il 1974 quando Walter Matthau negoziava con un telefono a fili la vita di diciassette passeggeri. Accadeva nel film Il colpo della metropolitana di Joseph Sargent e il cattivo di turno al treno era Mister Blue, un ex mercenario (auto)folgorato sulla via di fuga. Trentacinque anni dopo la prima trasposizione del romanzo di Morton Freedgood ("The Taking of Pelham One Two Three") e otto anni dopo l'attentato terroristico al World Trade Center, Tony Scott recupera e aggiorna, tecnologicamente e narrativamente, Pelham 123.
Dal "gap", dal buco nero della metropolitana di New York, riemergono i fantasmi e si liberano le paure di tutto ciò che oggi ci destabilizza: le guerre, il terrorismo, la crisi economica. Senza metterlo in scena, il fratello del più celebre Scott, ripensa ossessivamente al 9/11 gettando un ex trader di Wall Street dentro una voragine che permette l'espressione della voce in assenza del corpo. Dentro quella faglia aperta e lungo le linee (architettoniche e metropolitane) che si incontrano e fuggono su un piano di finzione prossimo a quello di realtà, si consuma il dramma di un gruppo di newyorkesi, uno studente che non conosce le parole dell'amore, un ex marines, una mamma vedova di guerra e il suo bambino orfano, impediti nel ventre della città, sotto tonnellate di cavi, acciaio e cemento.
Ancora una volta il buio claustrofobico e il cratere aperto di Ground Zero, ancora una volta un villain convinto di essere nel giusto e un eroe che perseguita con ostinazione la giustizia. Con uno stile ipercinetico e prospettive vertiginose e impossibili, Scott riporta a galla dal "vuoto" e dal rimosso della città i crimini finanziari di Ryder, quelli morali di Garber e quelli sentimentali del sindaco. L'(anti)eroe di Denzel Washington si prefigge "a fine corsa" di riparare i torti rimasti impuniti, senza riuscire però a impedire la morte di persone innocenti, nuove ingiustizie e un clima di paura, che trovano nella galleria della metropolitana il loro luogo d'espressione.
Dolorosamente consapevole, come l'America, di non essere più dalla parte giusta (ha accettato una tangente da una compagnia ferroviaria nipponica), Garber è alle prese col villain di Travolta, che mescola cattiveria e ironia, pratica la banalità del male e il sadismo gratuito. Voce a voce e corpo a corpo, Garber e Ryder si parlano, si ascoltano, si osservano e infine si affrontano per stabilire la vittoria di uno sull'altro, in virtù di un ritorno alla normalità rassicurante e di un tragitto di redenzione. Una "corsa" alla redenzione.

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